Rumore dei bambini: quando è troppo?

Attualmente trascorriamo molto tempo a casa. Non sempre i vicini sono disposti a tollerare gli schiamazzi dei bambini che giocano o le urla di un neonato. Cosa dice la legge sul rumore provocato dai bambini?
Se è vero che ogni inquilino deve avere riguardo nei confronti dei vicini (art. 257f CO), dall’altra parte è richiesta anche una certa tolleranza. L’associazione degli inquilini specifica che «non si può condannare un bambino al silenzio tombale», tuttavia la legge non precisa quale sia il limite dell’accettabilità quanto ai rumori provocati dai bambini in casa.
Nel caso degli appartamenti in affitto, in genere il contratto di locazione o il regolamento del condominio contengono disposizioni chiare. Normalmente vi sono elencate anche le fasce orarie di silenzio in cui ogni inquilino deve evitare di disturbare la quiete, di solito nella pausa pranzo e dalle 22.00 fino alle 6.00 o alle 7.00 del mattino. In queste fasce orarie non è permesso cantare, giocare o saltare. Attenzione, però: se un bambino piccolo piange e strilla ripetutamente durante la notte senza che i genitori possano farci niente, è richiesta tolleranza.

Durante il giorno, al di fuori delle ore di silenzio, i rumori dei bambini sono considerati normali e ci si aspetta che vengano accettati. Come spiega l’associazione degli inquilini, «per le famiglie con bambini ciò significa che questi possono giocare, saltare, ridere, rincorrersi, correre con la macchina giocattolo, cantare e ogni tanto anche gridare. Il padrone di casa non può nemmeno vietare le feste di compleanno».

Anche la maggior parte dei tribunali è dello stesso parere: molti giudici sono tolleranti verso il rumore dei bambini e cercano di trovare una soluzione che metta d’accordo le parti. Poiché i rumori provocati dai bambini non sono considerati, in tribunale, alla stregua degli altri tipi di rumore, in genere è piuttosto improbabile che un’azione legale da parte dei vicini abbia esito favorevole per loro.

Se i vicini si lamentano, cercate il dialogo. Spiegate che fate la massima attenzione a non disturbare ma che, soprattutto con bambini piccoli, è impossibile non fare rumore durante il giorno.

Se i vicini non si dimostrano comprensivi, può essere utile cercare una mediazione, sempre che anche l’altra parte sia d’accordo. In questo caso ci si rivolge a una figura terza che cerca una soluzione amichevole.

Aspettate un bambino e il padrone di casa vuole disdire il contratto di affitto? Quasi sicuramente non ci riuscirà. Secondo l’art. 271a CO, la disdetta da parte del locatore può essere contestata, tra gli altri casi, se viene data «per mutamenti nella situazione familiare del conduttore che non comportano svantaggi essenziali per il locatore».
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