Avere ragione – ottenere ragione. Ve lo potete permettere?

Trovarsi coinvolti all’improvviso in una causa legale è più facile di quanto non si pensi. Le controversie sono sempre in agguato: una fattura di importo decisamente eccessivo, un incidente stradale in cui ci si ritrova involontariamente coinvolti, una procedura esecutiva ingiustificata nonostante il puntuale pagamento di tutte le bollette (a pagina 2 sono riportati altri esempi che vale la pena leggere). Giuridicamente parlando siete nel giusto. Ma essere dalla parte della ragione significa anche ottenere ragione?

Una domanda alla quale, dopo l’introduzione del nuovo CPC, non è più così facile rispondere. Perché adesso, in Svizzera, chi vuol far causa per vedersi riconosciuto un proprio diritto deve innanzitutto metter mano al portafoglio ed essere pronto a versare il lauto anticipo delle spese processuali. Sono in molti, anche tra i professionisti del settore, a criticare aspramente questa procedura, definendola un ostacolo eccessivo. L’ammontare dell’anticipo varia da cantone a cantone e dipende anche dal valore litigioso.

Poiché, dunque, il rischio spese si riversa interamente sul ricorrente, questi si ritrova ben presto a dover sborsare somme a cinque cifre prima ancora che il tribunale inizi ad occuparsi del caso. Di fatto, in questo modo, si pregiudica la possibilità per molte persone e molte Pmi di ricorrere al tribunale, semplicemente perché non possono permetterselo.

Dal 2011 è in vigore il Codice di procedura civile (CPC) unificato, con conseguenze negative soprattutto per il ceto medio e le piccole e medie imprese (Pmi). Chi infatti vuol far valere i propri diritti in tribunale deve prima mettere pesantemente mano al portafoglio.
 

«Giustizia a due classi»

L’obiettivo iniziale del nuovo CPC era quello di arginare il numero di processi tramite l’obbligo di anticiparne le spese, obiettivo che è stato sì raggiunto, visto il forte calo di cause che c’è stato, al prezzo però di una «giustizia a due classi», nella quale a poter andare in tribunale sono solo i ricchi, che dispongono dei relativi mezzi finanziari, e i poveri, ai quali la procedura giudiziaria è garantita a titolo gratuito. Gli altri, visti i presumibili costi da sostenere e il rischio processuale a cui sono esposti, spesso rinunciano già a priori a un ricorso, sebbene siano dalla parte della ragione.

Inoltre, anche a causa vinta, il ricorrente non ottiene direttamente il rimborso dell’anticipo ma deve chiederlo alla parte soccombente.

«Se la parte convenuta non può pagare, chi ha promosso la causa resta a mani vuote e nella peggiore delle ipotesi è costretto a sobbarcarsi le proprie spese nonostante abbia vinto».

Daniel Eugster
Direttore del servizio Protezione giuridica
 

Tutelare i propri diritti

In fin dei conti, privati e Pmi devono poter condurre la propria vita e la propria attività aziendale nella certezza di poter ricorrere, se necessario, alla giustizia. In caso di controversia giuridica, CAP anticipa le spese processuali e facilita così l’accesso alle vie legali. L’assicurazione fornisce inoltre altre prestazioni, come ad esempio l’assunzione delle spese di avvocato e un servizio di consulenza legale. E tutto ciò a fronte di un premio annuo normalmente inferiore alla parcella oraria di un avvocato.
 

A chi intende far valere i propri diritti e non può o non vuole assumersi il rischio spese, non resta molto altro da fare che stipulare un’assicurazione di protezione giuridica.
 

Può capitare a tutti!


Intervento medico errato

 
Da quando è stato operato, T.M. soffre continuamente di disfunzioni motorie al piede destro. Invece dei benefici promessi, il risultato dell’intervento è stato una forte sofferenza. La sensazione che qualcosa sia andato storto trova conferma: gli specialisti sospettano che durante l’intervento siano stati commessi degli errori. La procedura si complica sempre di più; seguono perizie e assunzioni di prove.

CAP assiste attivamente T.M., ma il procedimento di conciliazione non porta a nulla, nonostante una breve perizia attesti le responsabilità dell’accaduto. Com’è andata avanti la faccenda? CAP ha versato al tribunale un anticipo di CHF 5200.– per le spese processuali e attualmente è in corso in primo grado l’azione risarcitoria.
 


Incidente stradale

 
Il 6.3.2003 l’assicurata T.C. rimane vittima di un incidente stradale di cui non è responsabile e, a causa delle lesioni riportate, è dapprima costretta a un lungo periodo di incapacità lavorativa e poi dichiarata invalida. L’assicurazione Rc auto del conducente che ha causato l’incidente eroga prestazioni considerevoli, in particolare per la perdita di guadagno, il danno all’economia domestica e le spese di avvocato. Tuttavia, dal 2010 ha sospeso i pagamenti.

Non avendo trovato una soluzione in via extragiudiziale, nel 2015 viene intentata una causa da oltre 2 milioni di franchi. T.C. può contare, tra le altre cose, su un precedente arbitrato risoltosi a suo favore. Finora CAP ha anticipato le spese processuali per un ammontare di CHF 42 000.–.
 


Responsabilità civile per il prodotto

 
A.T., dentista con la passione per la cucina, sta aprendo una bottiglia di aceto quando questa gli si rompe in mano, provocandogli gravi lesioni. A causa delle disabilità residue, A.T. non può più eseguire determinati interventi. Sebbene abbia imboccato una nuova strada professionale, resta in atto una consistente richiesta di risarcimento (soprattutto per la perdita di reddito, il danno all’economia domestica, la riparazione morale).

Il grossista presso il quale A.T. aveva acquistato l’aceto respinge la richiesta ed ad A.T. non resta che adire le vie legali. CAP ha versato al tribunale di Berna CHF 27 600.– a titolo di anticipo delle spese. La controversia si è risolta con una transazione.
 


Richiesta di retribuzione dei lavori

 
La ditta P. Sagl può dimostrare di vantare crediti per l’esecuzione di diversi lavori su impianti sanitari, per un ammontare complessivo di oltre CHF 500 000.–! Poiché l’imprenditore generale non paga, la P. Sagl intenta un procedimento per chiedere l’iscrizione provvisoria di un’ipoteca degli artigiani e imprenditori. L’imprenditore generale riesce però, nonostante tutto, ad evitare che venga effettuata l’iscrizione. Per vedere rispettato il proprio diritto alla retribuzione dei lavori eseguiti, non resta altra soluzione che intraprendere costose vie legali.

Senza il versamento di CHF 14 000.– da parte di CAP (anticipo delle spese presso il tribunale distrettuale competente), la causa non sarebbe neanche arrivata al primo grado.
 

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