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Il sogno di volare: CAP sostiene la Federazione Svizzera di Aeromodellismo

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È il momento di volare alto. Adrian Eggenberger, presidente della Federazione Svizzera di Aeromodellismo (FSAM), spiega perché l'aeromodellismo è più di un semplice hobby e in che modo la federazione collabora con CAP Protezione giuridica.
Intervista: Manuel Ott | Tempo di lettura: 5 minuti

Signor Eggenberger, che cos’è la Federazione Svizzera di Aeromodellismo e che interessi rappresenta?

La Federazione Svizzera di Aeromodellismo è l’organizzazione mantello nazionale degli aeromodellisti svizzeri. Rappresentiamo circa 8000 iscritti in 190 associazioni e 7 federazioni regionali nei confronti della politica e dell'opinione pubblica. Difendiamo gli interessi delle singole associazioni e dei loro iscritti e li sosteniamo nelle questioni di carattere nazionale nel settore dell’aeromodellismo, ad esempio per quanto riguarda le competizioni, la promozione delle giovani leve, la prevenzione, la pianificazione del territorio, la normativa, la tutela assicurativa o le relazioni pubbliche.

Ci può dare un’idea del suo lavoro quotidiano?

Chiunque ricopra una funzione nella FSAM si impegna nella federazione a titolo volontario. Una parte di questa attività può essere pianificata e consiste nel consueto lavoro associativo, con riunioni e assemblee. Tuttavia, il nostro quotidiano è perlopiù imprevedibile: può succedere, ad esempio, che un’associazione abbia delle difficoltà con i suoi iscritti, che all'interno dell'associazione nasca una controversia con persone esterne o che sorga un problema durante un campionato. In questi casi sosteniamo le associazioni e cerchiamo di aiutarle ad aiutarsi da sole. In qualità di presidente, io ho il compito di garantire il buon funzionamento di tutti i settori e i dipartimenti e di dare una mano quando è necessario.

Chi sono le persone che si interessano all’aeromodellismo?

L’aeromodellismo è uno sport eccezionalmente vasto. La categoria degli «aeromodelli» comprende tanto gli aeromodelli a motore telecomandati, perlopiù a propulsione elettrica, quanto alianti, elicotteri, droni, aerei a volo libero e vincolato e razzi artigianali. Altrettanto ampia è la gamma di persone interessate all’aeromodellismo. Artigiani, educatori, ingegneri, imprenditori, medici, creativi: nelle nostre associazioni abbiamo persone appartenenti a tutti i gruppi professionali. Quello che ci accomuna è il sogno di volare e l’amore per la natura. Alla fine l’importante è stare insieme all’aria aperta e dedicarci alla nostra passione comune. Molti iscritti hanno anche una vena tecnica e si divertono ad armeggiare con i loro manufatti, le tecniche di costruzione o la meccanica e l’elettronica complessa. Ma si può fare aeromodellismo anche senza alcuna preparazione tecnica. Oggi esistono sul mercato molti aeroplani pronti all’uso, belli e perfettamente funzionanti, a un prezzo abbordabile.

Anche lei è un aeromodellista?

Certamente. Anch’io pratico aeromodellismo da oltre 50 anni con molta passione, una passione che condivido con tutti i membri volontari del nostro Comitato. Il fascino del volo mi accompagna da quando ero piccolo. Basta dare un’occhiata agli uccelli, come scivolano silenziosamente nell’aria spinti solo dalla loro forza. Indipendentemente dalla posizione sociale e dalle idee politiche, tutti vorremmo poter volare e vedere il mondo dall’alto. L’aeromodellismo si avvicina molto a questo sogno.

A cosa serve una federazione di aeromodellismo? Non lo si può praticare da soli?

Naturalmente si può anche pilotare un aeromodello da soli. Soprattutto con un elicottero o un aereo di piccole dimensioni è sufficiente un prato con l’erba bassa. Per gli aerei più grandi, tuttavia, è necessaria una certa infrastruttura che viene offerta dal campo di volo di cui si occupa una delle associazioni.

Il campo di volo? Cos’è?

Un campo di volo è, per così dire, il cuore pulsante dell’associazione di aeromodellismo. Proprio come il campo da calcio per la squadra di calcio o la palestra per la società di ginnastica. Gli aeromodellisti sono generalmente persone molto socievoli e il campo di volo è il loro luogo di incontro, dove volare insieme e imparare gli uni dagli altri. A volte capita che un medico chieda a un carpentiere come risolvere strutturalmente un problema di aerodinamica. In generale, i campi di volo sono caratterizzati da una cultura molto aperta – anche per le persone esterne interessate all’aeromodellismo. I campi di volo hanno quindi un importante ruolo pubblico nel Comune. Inoltre, la cultura condivisa nei campi di volo garantisce il rispetto di standard generali validi in tutta la Svizzera, ad esempio per quanto riguarda la formazione e la sicurezza. Qui le persone si prendono cura l’una dell’altra, si assicurano che venga prestata la necessaria attenzione e si evitino situazioni di pericolo.

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Ci sono spesso situazioni di pericolo?

No, di solito non succede nulla di drammatico. Di tanto in tanto ci sono dei piccoli incidenti o danni materiali. Ad esempio quando un aeromodello esce dalla rotta a causa di problemi tecnici o di un errore del pilota e provoca un graffio a un’auto o un’ammaccatura a una recinzione. Per questi casi abbiamo stipulato un’assicurazione di responsabilità civile con Allianz che protegge tutti gli iscritti delle associazioni. Per fortuna gli incidenti davvero gravi sono estremamente rari, anche grazie al buon lavoro delle associazioni e al lavoro di prevenzione che svolgiamo insieme a CAP e Allianz. 

Com’è organizzata concretamente questa collaborazione con CAP?

Da un lato, offriamo ai nostri iscritti un pacchetto assicurativo completo con tanto di protezione giuridica che tutela la federazione e in particolare le associazioni locali in caso di problemi legali, ad esempio in relazione a procedure di autorizzazione edilizia, reclami per il rumore o danni materiali derivanti dalle operazioni di volo. 

Dall’altro, abbiamo una stretta collaborazione con CAP nel campo della prevenzione e della riduzione dei danni. Da molti anni, ad esempio, ci incontriamo di persona con i rappresentanti di CAP per discutere dei tipi di sinistro che si sono verificati negli ultimi tempi. Dopo aver analizzato i casi, valutiamo insieme come evitare questi sinistri o almeno ridurne la frequenza. 

È una situazione vantaggiosa per entrambe le parti: CAP può ridurre i costi e noi, se ci sono meno danni, ci guadagniamo in divertimento. In casi particolari, CAP ci è già venuta incontro con un’estensione della copertura.

Ci potrebbe fare un esempio?

Se un’associazione vuole costruire un campo di volo, ad esempio, è necessaria una procedura di autorizzazione edilizia. Poiché la densità abitativa continua ad aumentare, i requisiti di pianificazione territoriale ma anche quelli ambientali e di sicurezza diventano sempre più rigorosi. A un certo punto di questo processo è inevitabile che l’associazione necessiti di un supporto legale. Non si è ancora arrivati a un’azione legale, quindi non è un caso per CAP, ma una corretta analisi legale a monte può evitare molte controversie giudiziarie legate alla procedura di autorizzazione edilizia.

Di conseguenza, CAP ha proposto spontaneamente di supportarci proattivamente in questi casi e ha aggiunto un modulo dedicato nella nostra polizza. CAP può così ottimizzare il suo portafoglio di prodotti e noi approfittiamo di una soluzione perfettamente su misura per le nostre esigenze.

Nella vostra federazione non ci sono giuristi che si possono occupare di questo lavoro? 

Certamente sì, e sono molto validi. Ma prima di tutto, come ho già detto, facciamo tutto su base volontaria. In secondo luogo, non si può andare nella Svizzera romanda o nella Valle del Reno ogni volta che c’è un problema legale. In CAP abbiamo trovato il partner ideale perché è presente in tutta la Svizzera e collabora con avvocati locali specializzati. 

Anche la sua federazione contribuisce a ridurre il numero di sinistri?

Sì. Basandoci sulla nostra esperienza e sulle conclusioni delle analisi dei casi condotte con CAP, adattiamo costantemente le offerte di formazione e le nostre misure di prevenzione a beneficio delle associazioni e dei loro aeromodellisti, in modo che si verifichino meno sinistri e che le associazioni siano meglio preparate ad affrontare le sfide. Questo include anche la prevenzione degli incidenti attraverso misure infrastrutturali nei campi di volo. Anche qui, fra l’altro, CAP ci sostiene con la sua competenza e sponsorizzando eventi e relazioni per condividere con i nostri iscritti le esperienze provenienti da sinistri reali nel mondo dell’aeromodellismo. Si tratta di un lavoro preziosissimo.

Cosa si augura per il futuro dell’aeromodellismo?

Vorrei che l’aeromodellismo continuasse a divertire tante persone, unire giovani e meno giovani, comporsi di attività professionistica e dilettantistica e mantenere la sua rilevanza nel panorama delle associazioni svizzere. Perché ciò sia possibile, iniziare a praticare l’aeromodellismo deve rimanere semplice e i requisiti legali non devono diventare eccessivi.

Porträit Adrian Eggenberger
Adrian Eggenberger, 65 anni, è presidente della FSAM.
Vive con la moglie a Mellingen, in Argovia.

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